CROSTATA Marmellata e philadelphia con Frolla e Crema

CROSTATA Marmellata e philadelphia con Frolla e Crema

La crostata con marmellata e philadelphia rappresenta una delle varianti più golose della pasticceria italiana casalinga. Questo dolce unisce la friabilità della pasta frolla tradizionale alla cremosità del formaggio spalmabile e alla dolcezza avvolgente della marmellata. Una ricetta che conquista al primo assaggio e che permette infinite personalizzazioni secondo i gusti personali.

Nata dall’incontro tra la classica crostata della nonna e la modernità degli ingredienti cremosi, questa preparazione ha saputo ritagliarsi uno spazio importante nelle cucine italiane. La sua particolarità risiede nella stratificazione dei sapori: la base croccante di frolla, uno strato intermedio di crema al philadelphia e la copertura di marmellata creano un equilibrio perfetto tra consistenze e gusti.

Preparare questa crostata richiede attenzione e pazienza, ma il risultato finale ripaga ampiamente gli sforzi. La combinazione tra dolce e leggermente acidulo della marmellata con la delicatezza del philadelphia crea un’armonia che conquista anche i palati più esigenti.

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Preparazione della pasta frolla

Iniziate tagliando il burro freddo a cubetti piccoli. In una ciotola capiente, versate la farina setacciata e create al centro una fontana. Aggiungete lo zucchero, i tuorli d’uovo, la scorza di limone grattugiata e il pizzico di sale. Incorporate il burro freddo a pezzetti. Lavorate velocemente con la punta delle dita fino ad ottenere un composto sabbioso, la sabbiatura è quella tecnica che consiste nel ridurre burro e farina in briciole. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola trasparente e lasciatela riposare in frigorifero per almeno 30 minuti. Questo passaggio è fondamentale per permettere al glutine di rilassarsi e al burro di rassodare.

2. Preparazione della crema al philadelphia

Mentre la frolla riposa, occupatevi della crema. In una ciotola, versate il philadelphia a temperatura ambiente. Aggiungete lo zucchero a velo setacciato e la vanillina. Con una spatola o una frusta, lavorate energicamente gli ingredienti fino ad ottenere una crema liscia, omogenea e senza grumi. Se il composto risulta troppo denso, aggiungete il latte un cucchiaio alla volta, mescolando bene tra un’aggiunta e l’altra. La consistenza deve essere spalmabile ma non liquida. Conservate la crema in frigorifero fino al momento dell’utilizzo.

3. Stesura della base di frolla

Riprendete la pasta frolla dal frigorifero e dividetela in due parti: una più grande (circa due terzi) per la base e i bordi, una più piccola per le strisce decorative superiori. Su un piano infarinato, stendete la parte più grande con il mattarello fino ad ottenere un disco di circa 3-4 millimetri di spessore. Imburrate e infarinate leggermente una tortiera dal diametro di 24 centimetri con fondo removibile. Adagiate delicatamente il disco di frolla nella tortiera, facendolo aderire bene al fondo e ai bordi. Eliminate l’eccesso di pasta passando il mattarello sui bordi della tortiera. Bucherellate il fondo con una forchetta per evitare che si gonfi durante la cottura, questa operazione si chiama forare l’impasto.

4. Assemblaggio degli strati

Versate la crema al philadelphia sulla base di frolla, distribuendola uniformemente con una spatola. Livellate bene la superficie per creare uno strato omogeneo. Sopra la crema, distribuite la marmellata di albicocche. Se preferite una consistenza più liscia, potete prima scaldare leggermente la marmellata in un pentolino per renderla più fluida e facile da spalmare. Lasciate un bordo di circa un centimetro libero lungo tutto il perimetro. La stratificazione deve essere armoniosa: ogni strato contribuisce al gusto finale.

5. Creazione della griglia decorativa

Stendete la pasta frolla rimanente e ricavatene delle strisce larghe circa un centimetro con un coltello o una rotella tagliapasta. Disponete le strisce sulla superficie della crostata creando un motivo a griglia: posizionate prima le strisce in un senso, distanziate di circa 2 centimetri l’una dall’altra, poi incrociatele con altre strisce perpendicolari. Premete delicatamente le estremità delle strisce sul bordo della crostata per farle aderire. Potete intrecciare le strisce per un effetto più elaborato, sollevando alternativamente una striscia sì e una no.

6. Cottura della crostata

Preriscaldate il forno statico a 180 gradi. Infornate la crostata nel ripiano centrale del forno e cuocete per circa 35 minuti. La superficie deve risultare dorata e la frolla ben cotta. Controllate la cottura dopo 25 minuti: se la superficie si colora troppo velocemente, coprite con un foglio di alluminio per gli ultimi 10 minuti. La crostata è pronta quando i bordi sono dorati e le strisce decorative hanno assunto un bel colore ambrato. Lasciate raffreddare completamente nella tortiera prima di sformare.

7. Raffreddamento e finitura

Una volta sfornata, lasciate raffreddare la crostata nella sua tortiera per almeno 15 minuti. Questo permette alla struttura di stabilizzarsi e facilita lo sformamento. Trasferite poi la crostata su una griglia per farla raffreddare completamente a temperatura ambiente. Solo quando sarà completamente fredda, potrete spolverizzare la superficie con zucchero a velo per una presentazione più elegante. Conservate la crostata in frigorifero se non viene consumata entro poche ore, coprendola con pellicola trasparente.

Giulia

Il trucco dello chef

Per una frolla ancora più friabile, sostituite 50 grammi di farina con fecola di patate. Se la marmellata contiene pezzi di frutta troppo grandi, frullatela brevemente per ottenere una consistenza più omogenea. Per evitare che la crema al philadelphia renda la base molliccia, potete pennellare il fondo di frolla con albume leggermente sbattuto prima di aggiungere la crema: questo crea una barriera protettiva. La crostata si conserva in frigorifero per 2-3 giorni coperta, ma è ancora più buona dopo 24 ore di riposo quando i sapori si sono amalgamati perfettamente.

Abbinamenti per il dessert

Questa crostata ricca e cremosa si sposa magnificamente con un vino dolce passito come il Passito di Pantelleria o un Moscato d’Asti, le cui note fruttate esaltano la dolcezza della marmellata. Per chi preferisce bevande analcoliche, un tè Earl Grey caldo o freddo con le sue note agrumate bilancia perfettamente la cremosità del philadelphia.

Un’ottima alternativa è rappresentata da un caffè espresso accompagnato da un bicchiere d’acqua fresca, secondo la tradizione italiana del dessert al cucchiaio. Per i più giovani, una limonata fresca fatta in casa con limoni biologici rappresenta un contrasto rinfrescante alla dolcezza del dolce.

Informazione in più

La crostata è uno dei dolci più antichi della tradizione italiana, le cui origini risalgono al Medioevo quando veniva preparata nei conventi. La versione con philadelphia rappresenta un’evoluzione moderna che ha saputo conquistare le tavole italiane negli ultimi decenni, unendo la tradizione della pasta frolla alla cremosità dei formaggi spalmabili.

Il termine crostata deriva dal latino crustata, che significa letteralmente coperta da una crosta. Originariamente, questo dolce veniva preparato esclusivamente con marmellate di frutta di stagione, spesso fatte in casa con le eccedenze del raccolto estivo. L’aggiunta del philadelphia è un’innovazione relativamente recente che ha trasformato questo classico in un dessert ancora più goloso.

Ogni regione italiana ha sviluppato la propria versione: in Emilia-Romagna si preferisce la marmellata di ciliegie, in Campania quella di albicocche, mentre in Toscana domina la confettura di fichi. La versatilità di questa preparazione permette infinite variazioni, adattandosi ai gusti personali e alla stagionalità degli ingredienti.

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