Filettino di suino intramezzato di prosciutto di Parma e tosone

Filettino di suino intramezzato di prosciutto di Parma e tosone

Nel panorama della cucina italiana tradizionale, il filettino di suino intramezzato di prosciutto di Parma e tosone rappresenta un’elaborazione raffinata che unisce la delicatezza della carne suina alla sapidità inconfondibile del prosciutto crudo più celebre al mondo. Questa preparazione, degna delle migliori trattorie emiliane, trasforma un taglio nobile in un piatto scenografico che conquista per la sua eleganza visiva e per l’armonia dei sapori. Il tosone, ovvero la cotenna suina stagionata e aromatizzata, aggiunge una nota croccante e saporita che contrasta magnificamente con la morbidezza del filetto. La tecnica dell’intramezzatura, che consiste nell’inserire ingredienti all’interno della carne creando strati alternati, richiede precisione ma regala risultati straordinari. Questa ricetta valorizza materie prime d’eccellenza e dimostra come la tradizione gastronomica italiana sappia elevare ingredienti semplici a creazioni memorabili.

30

35

medio

€€€

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1.

Preparate il filetto di maiale rimuovendo eventuali parti grasse eccessive e la membrana argentea esterna con un coltello affilato. Asciugate bene la carne con carta assorbente. Posizionate il filetto sul tagliere con la parte più larga verso di voi.

2.

Praticate un’incisione longitudinale al centro del filetto, senza tagliarlo completamente, creando una tasca profonda circa tre quarti dello spessore. Questa tecnica si chiama farcitura a libro e permette di inserire il ripieno mantenendo la forma della carne.

3.

Aprite delicatamente il filetto come un libro e battetelo leggermente con il batticarne o il dorso di un coltello per uniformare lo spessore. La carne dovrebbe risultare più sottile e regolare, facilitando la successiva arrotolatura.

4.

Tagliate il tosone a strisce sottili di circa mezzo centimetro di spessore. Se il tosone risulta troppo duro, ammorbditelo brevemente in acqua tiepida per cinque minuti, poi asciugatelo accuratamente. Questa operazione renderà più semplice la lavorazione.

5.

Disponete sul filetto aperto uno strato uniforme di prosciutto di Parma, facendo attenzione a coprire tutta la superficie interna lasciando libero solo un bordo di un centimetro sui lati. Il prosciutto deve essere disposto con le fette leggermente sovrapposte.

6.

Adagiate sopra il prosciutto le strisce di tosone, distribuendole uniformemente. Il tosone apporterà sapidità e una consistenza interessante al ripieno. Premete delicatamente con le mani per far aderire gli ingredienti.

7.

Condite l’interno con un pizzico di pepe nero macinato, evitando il sale poiché prosciutto e tosone sono già sapidi. Aggiungete un cucchiaino di rosmarino essiccato sbriciolato con le dita per liberare gli aromi.

8.

Arrotolate il filetto su se stesso partendo dal lato lungo, stringendo bene per compattare il rotolo. La farcitura deve rimanere ben racchiusa all’interno. Procedete con delicatezza ma con decisione per ottenere un rotolo compatto.

9.

Legate il rotolo con lo spago da cucina creando delle legature a intervalli regolari di circa tre centimetri. Iniziate dal centro e procedete verso le estremità, assicurandovi che ogni giro di spago sia ben stretto. Questa operazione mantiene la forma durante la cottura.

10.

In una ciotola, mescolate l’olio extravergine con il rosmarino rimanente, la salvia essiccata, l’aglio in polvere, sale e pepe. Spennellate generosamente tutta la superficie del rotolo con questa marinatura aromatica. Lasciate riposare a temperatura ambiente per quindici minuti.

11.

Preriscaldate il forno a 180 gradi modalità statica. Nel frattempo, scaldate una padella antiaderente a fuoco vivace e rosolate il rotolo su tutti i lati fino a ottenere una bella doratura uniforme. Questa operazione, detta sigillatura, crea una crosta che trattiene i succhi.

12.

Trasferite il filetto rosolato in una teglia foderata con carta da forno. Sfumate la padella con il vino bianco, raschiando i residui di cottura con un cucchiaio di legno. Questi residui, chiamati fondi di cottura, concentrano sapore e profumo.

13.

Aggiungete al vino il brodo vegetale granulare sciolto in cinquanta millilitri di acqua calda. Mescolate bene e versate questo liquido nella teglia intorno al rotolo. Il liquido manterrà umida la cottura ed eviterà che la carne si secchi.

14.

Infornate il filetto e cuocete per circa trenta minuti, bagnando ogni dieci minuti la superficie con il fondo di cottura usando un pennello o un cucchiaio. Questa operazione mantiene la carne morbida e crea una glassa saporita.

15.

Verificate la cottura inserendo un termometro da cucina al centro del rotolo: la temperatura interna deve raggiungere i settanta gradi. Se non disponete del termometro, pungete la carne con uno stecchino: il liquido che fuoriesce deve essere trasparente, non rosato.

16.

Una volta cotta, estraete la teglia dal forno e lasciate riposare il filetto coperto con un foglio di alluminio per dieci minuti. Questo riposo permette ai succhi di ridistribuirsi uniformemente nella carne, rendendola più succosa.

17.

Filtrate il fondo di cottura rimasto nella teglia attraverso un colino fine, eliminando eventuali residui. Se desiderate una salsa più densa, riducetela in un pentolino a fuoco medio per alcuni minuti fino alla consistenza desiderata.

18.

Togliete lo spago dal rotolo con delicatezza usando un coltello o delle forbici da cucina. Tagliate il filetto a fette di circa due centimetri di spessore con un coltello ben affilato, usando un movimento netto per non sfilacciare la carne.

19.

Disponete le fette sul piatto da portata, leggermente sovrapposte per creare un effetto scenografico. Irrorate con il fondo di cottura ridotto e servite immediatamente, guarnendo eventualmente con rametti di rosmarino fresco.

Giulia

Il trucco dello chef

Per facilitare il taglio del filetto farcito, utilizzate un coltello elettrico oppure raffreddate leggermente il rotolo in frigorifero per dieci minuti dopo la cottura: la carne si compatterà e le fette risulteranno più nette e regolari. Se il tosone risulta difficile da reperire, potete sostituirlo con pancetta tesa stagionata tagliata a strisce sottili, che offre una consistenza simile pur con un sapore leggermente diverso. Per una presentazione ancora più raffinata, preparate una riduzione di aceto balsamico di Modena mescolato con un cucchiaino di miele: versatene qualche goccia sul piatto prima di adagiare le fette di carne.

Abbinamenti enologici per un piatto nobiliare

Il filettino di suino intramezzato richiede un vino che sappia bilanciare la sapidità del prosciutto e del tosone con la delicatezza della carne suina. Un Lambrusco di Sorbara secco rappresenta la scelta territoriale più coerente, essendo originario della stessa regione del prosciutto di Parma. Le sue bollicine vivaci e la freschezza puliscono il palato dalla grassezza, mentre il corpo leggero non sovrasta i sapori. In alternativa, un Barbera d’Asti giovane offre acidità brillante e tannini morbidi che esaltano la carne senza coprirla. Per chi preferisce i bianchi, un Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore strutturato accompagna magnificamente il piatto grazie alla sua mineralità e persistenza. La temperatura di servizio ideale è di dodici gradi per il Lambrusco, quattordici per la Barbera e dieci per il Verdicchio.

Informazione in più

Il filettino intramezzato appartiene alla grande tradizione delle preparazioni farcite della cucina emiliana e lombarda, regioni dove l’arte salumiera ha raggiunto vertici d’eccellenza. L’utilizzo del prosciutto di Parma DOP, stagionato almeno dodici mesi secondo disciplinare, garantisce quel perfetto equilibrio tra dolcezza e sapidità che caratterizza questo salume prodotto esclusivamente nella provincia di Parma. Il tosone, meno conosciuto ma altrettanto pregiato, è la cotenna del maiale stagionata con sale, pepe e aromi naturali, utilizzata tradizionalmente per insaporire zuppe e brasati. Nella cucina contadina emiliana, nulla del maiale veniva sprecato e ogni parte trovava un utilizzo gastronomico. Questa ricetta moderna reinterpreta sapientemente ingredienti antichi, elevandoli in una preparazione degna delle occasioni speciali. La tecnica dell’intramezzatura risale al Rinascimento, quando i cuochi delle corti padane creavano elaborazioni scenografiche per banchetti nobiliari.

Stampa

×
Gruppo WhatsApp